Intimo termico da sci: perché scegliere la lana merino
Una discesa veloce, qualche curva in appoggio, poi dieci minuti in seggiovia controvento. È proprio in quel momento che si decide il comfort di una giornata sugli sci. Se la pelle è umida, il freddo si fa sentire in pochi minuti, e non se ne va più. A decidere questo scenario non è la giacca. È l'intimo termico da sci, il primo strato indossato direttamente sulla pelle.
Merino, sintetico o cotone: ecco cosa succede davvero sotto la giacca, e come scegliere un primo strato che ti tenga al caldo dalla prima all'ultima seggiovia.
A cosa serve davvero l'intimo termico
Contrariamente a quanto suggerisce il nome, l'intimo termico non produce calore. Crea e mantiene un microclima asciutto a contatto con la pelle. Al calore pensa il corpo; il tessuto deve evitare che l'umidità del sudore lo disperda.
Sugli sci questo compito è particolarmente difficile, perché lo sforzo è intermittente. Produci molto calore e vapore acqueo durante la discesa, quasi niente in seggiovia. Un buon intimo termico deve quindi gestire l'umidità durante lo sforzo e continuare a isolare a riposo, anche quando è leggermente umido.
Merino, sintetico, cotone: cosa succede in seggiovia
Il cotone assorbe acqua in grande quantità e la trattiene. Una volta bagnato, si incolla alla pelle e perde gran parte del suo potere isolante. In seggiovia, l'evaporazione di quest'acqua raffredda il corpo di continuo. Il cotone non ha posto nell'abbigliamento da sci, né come t-shirt né come intimo.
Il sintetico (poliestere, polipropilene) assorbe pochissima acqua. Trasporta il sudore verso l'esterno e asciuga in fretta, un vero vantaggio per gli sforzi brevi e intensi. Quando però è saturo, a contatto con la pelle dà una sensazione fredda e umida, e trattiene presto gli odori.
La lana merino funziona in modo diverso. La sua fibra è in grado di assorbire una parte importante del vapore acqueo all'interno della propria struttura, senza che la superficie sembri bagnata. Quando assorbe questa umidità, la lana libera persino un po' di calore, un fenomeno fisico chiamato calore di sorzione. E soprattutto conserva buona parte del suo potere isolante quando è umida. È esattamente ciò che ti serve nel passaggio dallo sforzo al riposo.


Gli odori, il criterio sottovalutato durante la settimana bianca
Durante una settimana bianca, la questione degli odori diventa presto concreta. Le fibre sintetiche offrono una superficie su cui i batteri responsabili dei cattivi odori si sviluppano facilmente: dopo una giornata di sforzo, una maglia in poliestere in genere va lavata.
La lana merino resiste molto meglio agli odori. Una maglia in merino arieggiata la sera sullo schienale di una sedia si può indossare per diversi giorni di fila senza fastidi. Risultato: meno capi in valigia, meno bucati allo chalet e un primo strato sempre fresco.
Scegliere l'intimo termico da sci in lana merino
La grammatura
Per lo sci alpino, il 210 g/m² è il miglior compromesso. Isola a sufficienza per le mattine fredde e gli impianti di risalita, pur restando traspirante in discesa. Il 140 g/m² è adatto allo sci primaverile, allo sci di fondo e a chi ha sempre caldo. Per approfondire, leggi la nostra guida 140, 210 o 300 g/m²: quale grammatura di lana merino per l'inverno.
La finezza della fibra
Una lana che punge è quasi sempre una lana troppo grossa. Sotto i 19,5 micron di diametro, la fibra merino è abbastanza fine da piegarsi a contatto con la pelle invece di pungerla. È la finezza che usiamo per tutti i nostri primi strati.
Il collo
- Girocollo: il più versatile, facile da sovrapporre. Finn 210 uomo, Bjork 210 donna.
- Collo con zip: lo apri durante lo sforzo, lo chiudi in seggiovia per proteggere il collo. Finn Zip 210, Bjork Zip 210.
- Collo alto: la massima protezione del collo quando fa molto freddo, e un vero stile all'après-ski. Finn Roll 210, Bjork Roll 210.
Il taglio
Un primo strato deve essere aderente, senza comprimere. Deve restare a contatto con la pelle per catturare l'umidità e lasciare piena libertà a spalle e braccia. Nel dubbio tra due taglie, scegli quella che aderisce al corpo senza tirare.
La parte inferiore: leggings lunghi o 3/4?
I leggings in merino sono importanti quanto la maglia, e spesso sono proprio loro a essere dimenticati. Esistono due lunghezze, per due usi:
- I leggings 3/4 si fermano sotto il ginocchio, sopra il gambale dello scarpone. Nessuna piega nello scarpone, nessun punto di pressione sulla tibia: è la scelta più comoda per lo sci alpino. Leggings Finn 210 3/4 uomo, Leggings Bjork 210 3/4 donna.
- I leggings lunghi proteggono tutta la gamba quando fa molto freddo, nello scialpinismo o con le racchette da neve. Nello scarpone, la calza va sopra, ben distesa. Leggings Finn 210 uomo, Leggings Bjork 210 donna.
Cura dei capi durante la settimana bianca
- Arieggia invece di lavare: ogni sera stendi il primo strato all'aria, lontano da un termosifone rovente.
- Lava a 30 °C al massimo, con programma lana, un detersivo delicato e senza ammorbidente.
- Niente asciugatrice: fai asciugare in piano, all'aria.
- Per proteggere le maglie fini in lavatrice, usa un sacchetto da lavaggio come il Wool Care Bag.
Da ricordare
- L'intimo termico non scalda: tiene asciutta la pelle perché il corpo resti caldo.
- Il cotone va escluso. Il sintetico asciuga in fretta ma raffredda e trattiene gli odori. Il merino isola anche da umido e resta fresco per diversi giorni.
- Per lo sci alpino: merino 210 g/m², fibra sotto i 19,5 micron, taglio aderente.
- Leggings 3/4 per il comfort nello scarpone, leggings lunghi per il freddo intenso.
Scopri tutti i nostri primi strati nella collezione sci.
Domande frequenti
La lana merino punge?
Una lana merino fine non punge. La sensazione di prurito viene dalle fibre spesse, a partire da circa 22-25 micron. Con una finezza inferiore a 19,5 micron, la grande maggioranza delle persone, bambini compresi, indossa il merino direttamente sulla pelle senza fastidi.
Quanti capi di intimo termico servono per una settimana bianca?
In merino, due maglie e un paio di leggings bastano in genere per sei giorni: si alternano le maglie arieggiandole ogni sera. Con il sintetico servono più capi, perché gli odori impongono lavaggi più frequenti.
Cosa indossare sotto l'intimo termico?
Solo biancheria tecnica. Evita slip, boxer e reggiseni in cotone, che trattengono l'umidità a contatto con il corpo. I modelli in merino, come i boxer Strahlorn o il reggiseno sportivo in merino, estendono i vantaggi del primo strato.